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Il Palazzo dell’Armeria è uno dei più antichi musei di Mosca, istituito nel 1808, situato nel Cremlino. Il museo dell’Aremria nasce come arsenale nel 1508 e fino a quando la corte fu trasferita a San Pietroburgo l’Armeria era responsabile della produzione, degli acquisti e lo stoccaggio di armi e gioielli e articoli vari per la casa degli Zar, dove vennero impiegati i migliori armaioli (i fratelli Viatkyn), gioiellieri (Gavrila Ovdokimov) e pittori (Simon Ushakov) per la realizzazione dei lavori. Nel 1640 venne anche aperta la scuola di studi di iconografia pittorica dove venivano impartite lezioni sulla pittura e l’artigianato. Nel 1700 l’Armeria è stata arricchita coi tesori d’oro e d’argento dello Zar russo. Nel 1711 Pietro il Grande aveva trasferito la grande maggioranza dei maestri nella nuova capitale San Pietroburgo e 15 anni dopo l’Armeria si fuse con la più antica depositaria dei tesori reali. Successivamente lo zar Alessandro I nominò l’Armeria come il primo muse pubblico di Mosca nel 1806, ma le collezioni furono aperte al pubblico solo 7 anni più tardi. L’attuale edificio fu eretto nel 1844 – 1851 dall’architetto imperiale Konstantin Ton e dopo la rivoluzione bolscevica il museo fu arricchito con tesori espropriati alla sagrestia del Patriarca e a cattedrali e monasteri e anche a molti privati e alcune opere furono addirittura vendute all’estero per ordine di Stalin nel 1930. Nel 1960 però l’armeria diventa il museo ufficiale del Cremlino e 2 anni più tardi il Palazzo dei Patriarchi e la chiesa dei Dodici Apostoli furono assegnate all’Armeria per ospitare il museo di Arti Applicate. Oggi il museo ospita il fondo Russo dei diamanti, vantando di una collezione unica al mondo di arti applicate che abbracciano il periodo dal 5 al 20 secolo, alcuni dei gioielli sono costituiti dalla corona Imperiale di Russia, Monomachk, il trono d’avorio di Ivan il Terribile, il diamante Orloff, il casco di Yaroslav II, le sciabole di Kuzma Minin e Dmitri Pozharsky, collane di Riazan, vasellame d’oro e argento, articoli decorati con incisioni, smalti e ancora carri imperiali, armi, armature, acciaio militare e le famosissime uova di Fabergè.