MOSCOW  POST-COMMUNISM

Dalla "Perestrojka" a Putin

La visione leninista-trotzkista differenziava da quella stalinista proprio dal fatto che il socialismo non avrebbe potuto avere lunga vita una volta racchiuse le sue fondamenta all’interno di una sola entità nazionale con l’uso tra l’altro della mano forte, ma bensì essere estese anche al di fuori della Russia esportando il pensiero socialista in maniera democratica  sulla base della rivoluzione bolscevica a cominciare dalla Germania. La serie di eventi che si susseguirono portarono invece alla ribalta le tesi di Stalin, che nonostante pose le basi per lo sviluppo della potenza sovietica nel suo trentennio di potere, lasciando grosse eredità ai suoi successori, puntualmente ecco avvalersi la tesi di Lenin e Trotzky sul finire degli anni ’80, quando il sistema sovietico implose su se stesso portando a tutta una serie di eventi che hanno sconvolto ancora una volta la società russa, testimone di una seconda rivoluzione nel giro di 70 anni, quella che portò al potere una nuova classe dirigente chiamata oligarchia. E’ da qui che si può cominciare a parlare della Mosca post-sovietica.  Approfittando di questo collasso interno, l’occidente ha saputo sfruttare questo momento anche nei confronti della comunità internazionale per approdare nei territori ex sovietici  e porre fine alla potenza di un tempo.  Cominciamo dalla perestrojka ossia tutta quella serie di riforme che portarono allo sfascio della struttura sovietica attuata dall’allora segretario del partito comunista Mikhail Gorbacev pressato dalle grosse istituzioni internazionali indebolì o addirittura annullò di fatto i poteri del KGB sulle repubbliche sovietiche che per anni aveva rappresentato le fondamenta sulle quali poggiava il controllo di Mosca sulle altre repubbliche, che quando cominciarono a chiedere l’indipendenza dal Cremlino,  quest’ultimo potè solamente  stare a guardare senza poter fare molto. Gli eventi che susseguirono furono davvero drammatici mentre i media occidentali festeggiavano la caduta del comunismo come la liberta concessa ai popoli sovietici e Gorbacev veniva insignito del Nobel alla pace, la nuova classe dirigente si insediava nei grandi palzzi di  potere a Mosca appoggiati dagli USA subito dopo il colpo di stato fallito dai seguaci di Gorbacev nel tentativo di ripristinare il potere comunista, ma tutto era oramai già troppo tardi e ogni mossa risultò vana. Boris Nikoleavic Eltsin difatti era entrato letteralmente coi carri armati nel palazzone della Duma e il 1 gennaio 1992 il Soviet Supremo fu costretto a sancire definitivamente la fine dell’impero comunista.  Le immense risorse dello Stato furono letteralmente rubate da loschi individui che le sottrassero alla Stato, in modo rapido incontrollato e soprattutto impunito e il ministero dell’Energia sovietico che aveva rappresentato una delle punte di diamante dell’URSS fu smantellato a favore della nomenklatura del vecchio KGB o i privilegiati della gioventù del partito comunista che in poco tempo divennero capi dei più grandi colossi dell’energia e dei metalli della Russia scalando da subito le classifiche dei paperoni  del mondo. Questo sistema portò alla morte totale del vecchio sistema, che a sua volta portò allo sfascio di oltre 300 milioni di persone che all’improvviso persero tutto, dal conto in banca, al lavoro, al pezzo di terra e soprattutto alla libertà di parola e giudizio e le conseguenze furono devastanti con aumenti del tasso di alcolismo e quindi di mortalità, diminuzione drastica delle nascite, riduzione ai minimi dell’istruzione pubblica, assenza totale dello Stato nel sociale, con conseguente boom della criminalità incontrollata nelle strade e negli enti pubblici e governativi, tutto mentre l’America e l’occidente gridava al mondo di avere liberato questi popoli dal regime comunista, di aver dato loro la libertà che gli spettava ingannando coi loro potentissimi canali mediatici, non solo il mondo intero ma anche gli stessi popoli sovietici ben presto resosi conto dell’enorme errore commesso, quando oramai era troppo tardi tornare indietro, e il potere compreso quello mediatico a Mosca era già stato preso da loschi individui (oligarchi) protetti dall’occidente che in cambio fecero affluire nelle potenti banche occidentali tutto il denaro sottratto allo Stato Sovietico, per i loro fini personali anziché reinvestirlo nella nuova struttura di Stato della federazione Russa e CSI. Una storia andata avanti circa 9 anni durante i quali gli USA raggiunti il loro scopo di abbattere il modello sovietico avanzava nei territori delle ex repubbliche, con l’assenso della Russia governata come detto da filoamericani,  ponendo ai loro vertici a loro piacimento leader formatisi alla Casa Bianca ingannando i popoli dell’Ucraina, Georgia, Cecenia e via dicendo, promettendo loro libertà, ma con il chiaro intento di sottrarre gli oleodotti e i gasdotti alla Russia costruiti nell’era sovietica per ridurre drasticamente l’influenza energetica del colosso russo verso le rotte europee spingendo suddetti paesi sotto la protezione dell’Alleanza Atlantica ossia la NATO. Quando nel 2000 entra in gioco un ex ufficiale del KGB, dotato di un grande senso della patria che risponde al nome di Vladimir Vladimirovic Putin che le cose cambiano. Resosi conto dello stato pietoso in cui versava la nuova Russia, decise di riproporre un sistema simile a quello sovietico dove avrebbe avuto il completo e totale controllo sullo Stato, emanando decreti che limitavano lo strapotere degli oligarchi, cacciando via quelli che non si sarebbero allineati alla sua guida politica, restituendo allo Stato le grandi multinazionali a esso sottratte con la creazione del super colosso dell’energia GAZPROM, sostituendo tutto l’apparato statale ovviamente con ex ufficiali del KGB suoi fidatissimi amici, cambiando di netto la politica della Russia restituendole l’importanza di un tempo stringendo accordi coi grandi paesi europei come Germania e Italia per le rotte energetiche. Questo ovviamente ha spaventato gli USA, che di fronte alla rinascita del grande Orso Russo ha posto davanti agli occhi dei media mondiali, il presidente Putin come un dittatore, che sicuro un angelo non è, accusandolo di essere il fautore della sporca guerra in Cecenia iniziata e voluta dal governo filoamericano insediatosi al Cremlino, ma che rappresenta di sicuro quanto di meglio possa avere oggi la Russia per  essere Russia, per non cadere nelle mani dell’occidente nell’era capitalista e dei megaprofitti ricavati con le risorse energetiche. Pertanto è impensabile avere una vera e propria democrazia in Russia, premettendo che i russi sono abituati a qualsiasi forma repressiva fin dall’inizio della storia, ed è questo che aveva fatto la società russa col presidente Putin stringendo un patto non scritto dove avrebbero rinunciato a qualche forma di libertà in cambio di condizioni di vita migliori, con risultati visibili agli inizi degli anni 2000 come la crescita demografica e la ripresa economica. Ma le continue interferenze dell’occidente capitanato dagli USA per limitare questo nuovo e legittimo espansionismo, complottando le uccisioni di alcuni attivisti russi come la giornalista Anna Politkovskaya o l’ex ufficiale del KGB Alexandr Litvinenko hanno posto Putin agli occhi del mondo come un oppressore dei diritti umani, quando gli stessi Stati Uniti abusano e sfruttano i popoli ex sovietici mettendoli in contrasto con la Madre Russia per i loro luridi fini, provocando l’ultima squallida quanto inutile guerra nella repubblica georgiana nell’agosto 2008 sfociata in una grave crisi economica mondiale che ha avuto ripercussioni pesanti sui popoli di tutto il mondo. Allora qualcuno dovrà pur far capire agli USA che non possono pretendere di governare il mondo da soli, perché questo oltre che inaccettabile, innesca gravi situazioni con danni irreversibili per l’umanità.  Per la serie: gli Stai Uniti ammettono un solo tipo di regime: il loro.                                                                                                                                         

Mosca post comunista

Mosca, la “Terza Roma” (per essere stata la capitale del terzo impero più esteso della storia), è il nome con cui viene chiamata la città fulcro, il perno attorno al quale ruota il mondo slavo tutt’ora oggi dopo la dissoluzione dell’impero sovietico. Mosca si presenta come una megalopoli multietnica, dove vive un’infinità di mescolanze etniche razziali. Non esiste luogo al mondo che concentra tanto denaro in così poche mani come a Mosca, qui sono innumerevoli gli oligarchi dalle disponibilità economiche infinite, non persone, ma entità per le quali il denaro necessario per gli acquisti quotidiani del vivere comune non ha alcun valore. Immediatamente sotto questo livello ecco spuntare una infinità di gente ricchissima, i cosi detti “nuovi russi”, soggetti arricchitisi spropositatamente approfittando del nuovo mondo capitalista senza regole formatosi con il finire della “perestroika” (inizio anni novanta), i “nuovi russi” operano nel commercio, nell’imprenditoria, negli affari, chi trae profitti cospicui vendendo beni e offrendo servizi alle entità oligarchiche dalle mani bucate del primo livello, chi invece distribuisce su larga scala ciò di cui necessita la gente comune per il vivere quotidiano, tutti entrambi provengono da un unica scuola che ha dato loro quella spinta in più per emergere, e li ha messi in una posizione avvantaggiata nel marasma creatosi in Russia con la fine dell’unione sovietica, stiamo parlando della nomenclatura del potere, degli uomini che per anni hanno svolto ruoli chiave nelle fila del partito socialista: Appartenenti ai “servizi” di Stato, alto-ufficiali dell’esercito, diplomatici e via discorrendo... Sotto tutto ciò abbiamo l’abisso, nessuna classe media, da qui si precipita direttamente nei gironi danteschi più bassi: La gente comune che in città ci è nata e cerca di emergere conquistandosi una propria posizione e dignità, e disperati provenienti dalle estrazioni più basse di ogni luogo dell’ex impero sovietico, che si incontrano ovunque, tanto nel centro quanto in periferia, uno scenario unico in tutta la Russia per dimensioni, qualche cosa di simile è riscontrabile solamente in alcune aree delle metropoli italiane (come per esempio l’area della stazione centrale e zone adiacenti a Milano). L’esercito dei cosi detti “chi non ha più nulla da perdere”, arriva da ogni luogo sperduto in cerca di fortuna a Mosca, alla ricerca disperata di raccogliere le briciole avanzate dagli sperperi di quelli delle “caste alte.  La metropoli è un controsenso micidiale, una melma polverosa sottilissima intacca i lastricati delle strade, le pareti delle case, i sottopassi metropolitani, le auto e i mezzi di trasporto, polveri scure consumano tutto, ad incominciare dalle suole delle scarpe, dalle ruote dei pattino (i roller), le parti meccaniche dei mezzi ecc..e in mezzo a tanto schifo spiccano negozi di alta moda, casinò di lusso, auto sgargianti, e come ultima nota folcloristica un infinità di negozi specializzati in capi e calzature.

L’impegno da parte del comune nel cercare di rendere pulita la città tuttavia è costante e ben visibile: Sono numerosissimi gli addetti che di notte girano con il palettino a raccogliere lo sporco, Torniamo ora per le vie del centro, qui convivono nello stesso quartiere, nella stessa via, uno affianco all’altro, grattacieli grigi anni sessanta, palazzine senza colore tipo “blocchi” dalle forme quadrate e superfici piatte tipiche dell’era tardo comunista, imponenti e solenni e edifici in stile stalinista, con palazzi sontuosi di bellissima architettura e sfarzo decorativo che un tempo (antecedente la rivoluzione) fungevano da residenza per nobili ed aristocratici altolocati, ma ciò che rende singolare e unica questa città, è la vista di tutte quelle guglie e pennacchi adornati con stelle rosse e emblemi sovietici.
Mosca nonostante sia una città carissima, ha locali sicuramente per un target altolocato, ma non mancano posti estremamente economici e alla portata di tutti, infatti qui, un caffè lo si può bere in stazione per dieci rubli oppure in un locale lussuoso per dieci euro. Mosca è indubbiamente una metropoli in grado di offrire emozioni contrastanti di scala molto grandi, si passa dall’odio all’amore intenso, alla nostalgia toccando tutte le sfumature, una città che sa donare armonia a chi la ama, un luogo suggestivo senza eguali al mondo. Mosca è una città che viaggia a un livello altissimo, un qualche cosa di astratto rispetto le condizioni generali della Russia, Mosca è il cuore economico finanziario della Russia e dei paesi cosiddetti satellite, la capitale di un vero e proprio impero e il giro vorticoso di affari che vengono diretti nella metropoli hanno inflazionato il mercato a tal punto che Mosca nell’ultimo decennio è stata eletta da enti statistici internazionali come la metropoli più cara al mondo, e la voce che a peso maggiore in questa graduatoria è proprio il costo degli immobili, già agli inizi degli anni novanta affittare un appartamento appena-appena decoroso a mosca significava pagare perlomeno 2500 USD al mese. Vedere per credere !!!!!

 

La guerra del caucaso

Dopo i Balcani, l’Afghanistan, la questione irachena e gli scudi antimissili nell'est Europa, ecco arrivare l’ennesimo atto provocatorio e intimidatorio da parte del tiranno a stelle a strisce, giunto dal lontanissimo oltreoceano a destabilizzare le regioni un tempo appartenute all’Unione Sovietica col chiaro intento di limitare almeno in parte il nuovo imperialismo energetico della rinata Federazione Russa che oramai da anni ha stabilito il quasi totale monopolio delle forniture di gas e petrolio sulla vicina Unione Europea. Una guerra che Mosca al di là dei potenti mezzi militari messi in campo contro un nemico prima finanziato e poi in parte tradito dalle promesse dell’amministrazione americana abbandonandolo sotto il fuoco dei jet russi, al di là dei risultati diplomatici a suo favore che sicuramente otterrà, mantenendo il controllo delle due regioni separatiste dell’Ossezia e dell’Abkhazia, è una guerra già persa in partenza.

Quella guerra che ha più voce ed è molto più efficace di qualsiasi detonazione di ordigni o scie di fuoco lasciate dai cacciabombardieri, ossia quella dell’informazione che la Russia non ha saputo gestire rispondendo subito alle provocazioni col fuoco, denunciando ancora una volta il suo limite che si porta dietro dall’inizio della sua storia e cioè la mancanza di diplomazia, scarsa capacità di imporre ed esternare alla comunità internazionale le proprie ragioni, capacità dove gli Stati Uniti eccellono coi loro sofisticatissimi e potentissimi mezzi di comunicazione ingannando la comunità internazionale facendo apparire in questi giorni drammatici la Russia come uno Stato crudele che viola l’integrità di Stati sovrani, girando a proprio favore una situazione brutale e violenta scatenata da loro stessi e nascondendo agli occhi del mondo intero la vera triade dell’asse del male ovvero quella formata da Washington- Londra- Tel Aviv.

Come si può in questi giorni sentire dire da tutte le televisioni e quotidiani che è stata violata l’integrità di uno stato sovrano democratico e indipendente quale dovrebbe essere la Georgia, quando l’attuale governo georgiano di Mikhail Saakashvily è stato messo al potere con un feroce colpo di Stato che rovesciò il governo di Shevarnadze?? Come può definirsi DEMOCRATICO e INDIPENDENTE uno Stato dove l’esercito georgiano interamente appoggiato e finanziato dal Pentagono, ha letteralmente obbligato ed imposto con l’uso di armi, minacce, abusi e false propagande elettorali il popolo georgiano a votare Saakashvily, uno formatosi nelle migliori università americane una figura molto cara all’amministrazione americana e da essi addestrata e manipolata, col chiaro intento di curare gli interessi della Casa Bianca nella regione caucasica? Possono mai esistere al mondo, e tengo a precisare, in questo mondo, DEMOCRAZIE create con sanguinosi colpi di Stato e gravi soprusi sulla popolazione che vi ci abita? Non so a voi, ma a me sembra uno spaventoso controsenso, anzi è proprio il caso di dire: roba di un altro mondo!!!!! Qualcuno dovrà pure darmi una spiegazione logica.

Il tutto poi è stato messo a tacere dai suddetti potenti mezzi a disposizione degli USA facendo risultare tutto come una vittoria voluta dal popolo georgiano ma che in realtà non è mai stato chiamato in causa, anzi ha visto i propri diritti civili e umani brutalmente calpestati e violati da chi oggi accusa davanti agli occhi del mondo intero Mosca e la Russia di compiere atti illegali in quella regione.  

È assurdo e inaccettabile. Per quanto altro ancora la comunità internazionale dovrà assistere alle menzogne mediatiche della Casa Bianca? Qualcuno dovrà pur fermarli se non si vuole arrivare a un pericolosissimo punto di non ritorno.

Qualcuno dovrebbe pur far capire agli USA che l'area del baltico e del caucaso per tradizione, ragioni storiche, culturali, e  geografiche appartiene piu che ad ogni altra nazione alla Russia che di certo in passato come nel presente non eccelle in materia democratica, su questo non piovono dubbi ma fino a quando l'intera umanità avrà bisogno di petrolio, gas e nucleare per sopravvivere ci saranno per sempre, ed è tristissimo ammetterlo lotte di "Davide contro Golia" dove il compito di "sfruttare" (una parola vile ma inevitabile da usare) le piccole nazioni dove la vera voce dei popoli viene soppressa vuoi con mezzi di comunicazione o quelli militari, in quella zona del mondo spetta quanto mai alla Russia, la quale non è assolutamente intenzionata a cedere un solo millimetro delle sue postazioni strategiche che le consentono di gestire il monopolio energetico in Europa.

Per capire bene le ragioni del conflitto, bisogna analizzare la questione dal 1992 quando gli stessi Stati Uniti pressarono per una serie di processi mirati allo sfascio dell’Unione Sovietica, attuati dall’allora presidente Gorbacev e dal suo ministro degli esteri Shevarnadze di nazionalità georgiana, processi che sono passati alla storia sotto il nome di Perestrojka e Glasnost tanto cari alla casa Bianca proprio perché portarono al disfacimento dell’Unione Sovietica.

Questo processo, se da un lato portò gli stati del baltico e del caucaso a distaccarsi dalla Russia, riducendo di fatto i possedimenti territoriali sovietici, formando la CSI (Comunità Stati Indipendenti), dall’altro diede via libera alla stessa Russia che rappresentava ben l’80xcento della potenza sovietica di far penetrare sul proprio territorio stratosferici ammassi di capitali attirati dall’enorme quantità di energia presente nei sottosuoli e la creazione dei colossi energetici che in pochi anni, hanno creato una situazione di monopolio sul mercato europeo diventando di fatto l’unica via di transito per gas, petrolio e nucleare per far approdare suddette materie prime nel vecchio continente, dove spadroneggia il colosso nazionalizzato GAZPROM che con la sua politica mirata all’eliminazione degli oligarchi sta assumendo il controllo di tutte le altre multinazionali dell’energia, consolidando il suo strapotere nelle mani di “Russia Unita” il movimento politico che fa capo a Putin che ad oggi soddisfa ben il 20xcento del fabbisogno energetico del Pianeta.

Quel processo fece rendere conto agli americani che se da un lato avevano sfasciato un nemico, da un altro ne avevano trovato uno ancora peggiore, la quale classe dirigente non è formata da uomini politici, quindi dotati di buon senso ma da gente cinica e spietata che di politica non se ne interessa minimamente ma guarda solamente ai suoi megagalattici profitti ed è disposto a tutto pur di tutelarli esattamente come gli stessi Stati Uniti. Quindi possiamo dire, usando una metafora che gli USA hanno creato un loro gemello che gradualmente ed efficacemente ha provveduto al massiccio riarmo diventando di nuovo la superpotenza di un tempo.

Possiamo quindi affermare con tutta tranquillità che le immense ed ambiziose manie imperialiste della nuova Russia mirate all’espansione energetica sono state la conseguenza dello scioglimento del regime sovietico voluto e sostenuto dagli Stati Uniti d’America.

Come rimediare??? Ed ecco qui il motivo del conflitto.

Per porre rimedio almeno in parte allo strapotere della Russia in quella zona del mondo gli americani hanno pensato bene di alimentare lo spirito patriottico dei popoli che un tempo erano uniti sotto il regime di Mosca, illudendoli e ingannandoli di concedere loro libertà e democrazia a patto che avrebbero ricambiato con l’apertura delle porte al falso amico che porta la bandiera a stelle e strisce il quale vero intento è quello di appropriasi almeno in parte delle postazioni strategiche che limiterebbero il monopolio energetico della Russia.

Evidentemente gli Stati Uniti dimenticano o ignorano che da sempre in quelle zone esistono e vivono numerose etnie russe come in Ossezia ed Abkhazia ma anche nella stessa Georgia.

Passiamo ad esaminare la posizione strategica della Georgia, carta geografica alla mano, la Georgia è situata esattamente tra il mar Caspio e il mar Nero e include almeno geograficamente sul suo territorio le due repubbliche di Ossezia e Abkhazia che vogliono l’indipendenza dalla Georgia per annettersi alla Russia col pieno sostegno del Cremlino pronti a riconoscerne l’annessione.

Il vero motivo del contenzioso è l’oleodotto che da Baku, capitale dell’Azerbaijan attraversa il caspio penetra in territorio georgiano attraversa l’Abkhazia e sfocia nel mar Nero, rappresentando di fatto l’unico canale che trasporta energia dal caspio in Europa senza attraversare i canali russi.

Questo ovviamente fa gola alla casa Bianca, perché gli permetterebbe di contrastare il dominio energetico della Russia qualora se ne approprierebbero.

Come può appropriarsi di questo oleodotto l’America???

Semplice, facendo entrare la Georgia sotto l’egidia della NATO, permettendo così alla casa Bianca di mettere piede più che legalmente in territorio georgiano con basi militari e quanto altro.

Come entrare nella NATO???

Mettere al governo un uomo di fiducia spodestando il vecchio Shevarnadze che loro stessi avevano sostenuto come detto prima nel processo di disgregazione dell’Unione Sovietica, perché stava diventando molto scomodo per la sua politica di distensione con la vecchia Russia, perché Shevarnadze anche se corrotto era pur sempre un politico e quindi dotato di buon senso e hanno pensato di sostituirlo con uno dei loro criminali addestrati dal Pentagono: Mikhail Saakashvily.

Attuarono un sanguinoso colpo di Stato passato alla storia col nome di Rivoluzione delle Rose dove i georgiani furono costretti brutalmente a votare l’uomo di fiducia della casa Bianca facendo poi passare agli occhi dell’opinione pubblica mondiale la Georgia come un paese sovrano eletto democraticamente, ma chiaro è il loro intento di manipolare Saakashvily e spingerlo a suon di promesse e sogni a condurre il suo Paese nell’Alleanza Atlantica e mettere finalmente le mani sul canale energetico che consentirebbe agli USA di far concorrenza alla Russia.

A tutto questo ovviamente la Russia non può rimanere a guardare.

Presente in quella regione nelle repubbliche separatiste di Ossezia e Abkhazia come da badanti alla stragrande etnia russa in quella regione, la Russia in realtà è intenzionata a tenere assolutamente quelle regioni per ovvi motivi strategici perchè mai e poi mai può permettersi di cedere quell’oleodotto che significherebbe perdere una bella fetta di monopolio energetico verso le rotte europee.

Ecco così spiegato il motivo scatenante della guerra in Georgia.

La notte del 7 agosto 2008 l’esercito georgiano armato e finanziato dagli USA ha invaso il sud dell’ Ossezia cominciando una pulizia etnica con l’intento di cacciare i russi da quella regione scatenando le ire del Cremlino che non ha potuto fare altro che intervenire con le armi per riprendere le proprie postazioni, con un piccolo pensiero anche al rovesciamento del regime di Saakashvily con un uomo fedele a Mosca per far capire una volta per sempre che nelle zone ex sovietiche le trattative con le ex repubbliche spettano alla Russia, chissà però fino a che punto gli USA sono disposti a recepire questo messaggio, che con le loro menzogne mediatiche, mascherano dietro false democrazie i loro interessi volti a limitare la politica energetica russa, creando nelle zone ex sovietiche situazioni di questo genere dove alle micce accese dagli statunitensi i russi risponderanno col fuoco e se non si vuole arrivare a parlare di un ipotetico quanto mai reale terzo conflitto mondiale o quello che io definirei il primo conflitto nucleare qualcosa va fatto e al più presto per tutelare gli interessi legittimi russi in quella regione altrimenti il tira e molla Russia-USA diventerà qualcosa di più che una guerra fredda, il pensiero va immediatamente all'Iran, il più grande partner energetico della Russia e prossimo obiettivo della casa Bianca.

Speriamo solo in una soluzione quanto più pacifica possibile, ma quanto ci sono in ballo stramiliardi di petrodollari e non caramelle, difficile aspettarsela.

 

Emblema della Federazione Russa

L' Aquila Bicipite rappresenta dopo la caduta del comunismo il nuovo simbolo di Stato della Russia. Le due teste sono a simboleggiare i due orizzonti verso i quali la Russia guarda ossia l' Ovest e l' Est, mentre le tre corone stanno a simboleggiare l'amicizia che unisce da secoli i popoli dell'Ucraina. Bielorussia e la Madre Russia. Lo scettro simboleggia che la Russia è uno Stato sovrano mentre la palla sta a indicare la potenza e l'unità e nel centro vi è San Girogio che sta ad indicare che Mosca è il cuore della Russia, il colore argento invece viene visto come simbolo dell'eternità.