IL RUOLO DI LUKASHENKO NELLA GEOPOLITICA EUROASIATICA E I MOTIVI PER CUI NON E' GRADITO ALLE CANCELLERIE EUROPEE

Cerchiamo di spiegare all'orribile ministro La Russa e soprattutto ai servi televenditori spacciatisi per giornalisti chi è e che ruolo ha Lukashenko. Nei piani di Putin c'è la creazione di un'unica zona di libero scambio da Vladivostok a Lisbona, che rappresenta una dura risposta a quella fantomatica creata dalla UE, che si è rivelata in realtà parte integrante di una politica militare colonialista per il capitale accentrato nelle banche centrali di Bruxelles, che ha portato ad una spaccatura del vecchio Continente a partire dal crollo del Muro di Berlino, a differenza della tanto decantata unificazione dell'epoca. Diverse sono state infatti le guerre orrendamente definite a scopo umanitario, in assenza del secondo polo che li contrastasse infatti la UE si è rivelata un grande bluff per le popolazioni dell'Europa che si sono viste portate direttamente all'interno dei propri territori conflitti etnici, condizioni socio-economiche disastrate e non ultimi i bombardamenti all'uranio impoverito come nei Balcani allo scopo di dividere il continente europeo dalla ricchissima macroarea Russo-asiatica-mediorientale, per concedersi poi il diritto di cambiare i regimi a loro piacimento per impossessarsi delle ricchezze energetiche di suddetta macro-area. Insomma in poche parole con questa politica si impedisce il normale corso della geografia, il che porta inevitabilmente alla creazione di conflitti sia a corto che a lungo termine come si prospetta purtroppo quello della Libia. Ecco allora i motivi per i quali è necessario creare una zona di libero scambio, seguendo semplicemente il corso naturale della geografia che può tramutarsi senza dubbio in ricchi vantaggi per le popolazioni ivi incluse. A tale scopo la Russia ha dato vita l'anno scorso alla trojka doganale, ossia una zona di libero scambio tra il Kazakhstan la Russia e la Bielorussia, quest'ultima posizionata geograficamente subito a ridosso dei confini nord-ovest della Russia europea, quindi a tutti gli effetti una porta naturale tra Asia centrale ed Europa, un processo che l'Occidente ha cercato di ostacolare, senza tuttavia riuscirvi in tanti modi gia a partire dagli anni 90 quando finanziava il terrorismo nel Caucaso e le rivoluzioni colorate in Ucraina e Georgia per cambiare i governi a proprio favore. Ma le politiche naziste della UE legate indissolubilmente agli oligarchi di Wall Street di aggressione della macro area euroasiatica, si sono arenate e rivelate inutili e soprattutto insostenibili socio-economicamente, e una dopo l'altro sono falliti i tentativi di porre basi NATO nel Caucaso, Ucraina e Georgia, dove i popoli si sono ricordati di appartenere alla Santa Russia da secoli. Allora tutti gli occhi sono puntati sulla Bielorussia, con la solita tattica dei diritti umani soffocati e delle opposizioni represse e demenze varie, strano poi che la predica arrivi da un Occidente ormai malato di protagonismo che mostra sempre piu evidente segni di squilibrio dando vita ad aggressioni con l'uso della forza bellica, infondendo tra le masse la pericolosa ideologia di supremazia culturale e democratica arrecandosi quindi il diritto di massacrare popoli altrui per portare la propria pseudo-democrazia. La Bielorussia attualmente è l'unico paese nel cuore dell'Europa non ancora piegato alle politiche economiche del Fondo Monetario Internazionale, questo fa della Bielorussia una nazione sovrana e ancora socialista dove tutt'ora tutto è garantito dallo Stato. Coi rubli di Mosca, Lukashenko è alla guida da oltre 15 anni al governo della Bielorussia, questa è un'assoluta garanzia per la Russia in primis e per l'Europa libera che nessun contratto militare sarà firmato tra la Bielorussia e la NATO, il che significa evitare di portare un'altra grande ondata di conflitti nel cuore dell'Europa. La versione riscritta della storia dopo la caduta del Muro di Berlino, coi servi di Rai 3 vuole Lukashenko dunque descritto come ultimo dittatore d'Europa, come se Sarkozy, Cameron fossero dei democratici appena usciti da un seminario dei boyscout per portate pace e serenità nel mondo. La Bielorussia non ha materie prime, ne tantomeno rappresenta una via di passaggio determinante per il gas russo verso l'Europa, come l'Ucraina, ma come detto detiene dal punto di vista geografico una posizione di ponte naturale a ridosso della Russia dall'Asia centrale, sulla quale la Russia può contare della fortissima russificazione della nazione avendola perso parzialmente nell'Ucraina e sfuggita di mano in Georgia, nella quale l'opposizione sta lavorando duramente contro il regime repressivo di Saakashvili per restituire alla Georgia e all'Europa la sovranità che gli spetta. Lo scopo dunque su queste campagne di fango contro Lukashenko non sono a scopo umanitario come ovviamente sostengono in malafede, ma solamente un'altra sporca guerra nel cuore dei popoli dell'Europa per distruggere il naturale corso della geografia che vede appunto l'Europa legata indissolubilmente alla Russia.

 

Emblema della Federazione Russa

L' Aquila Bicipite rappresenta dopo la caduta del comunismo il nuovo simbolo di Stato della Russia. Le due teste sono a simboleggiare i due orizzonti verso i quali la Russia guarda ossia l' Ovest e l' Est, mentre le tre corone stanno a simboleggiare l'amicizia che unisce da secoli i popoli dell'Ucraina. Bielorussia e la Madre Russia. Lo scettro simboleggia che la Russia è uno Stato sovrano mentre la palla sta a indicare la potenza e l'unità e nel centro vi è San Girogio che sta ad indicare che Mosca è il cuore della Russia, il colore argento invece viene visto come simbolo dell'eternità.