L'Artico, si aprono nuovi scenari nella geopolitica mondiale

Il cambiamento climatico che sta avendo luogo nei mari glaciali del Polo Nord, aprirà ben presto un nuovo apocalittico scenario geopolitico. Non solo si spalancheranno le porte in quella che è stata definita come la tesoriera del Pianeta, con risorse energetiche stimate 10 volte superiori a quelle dell'Arabia Saudita, ma come detto si aprirà uno scenario del tutto nuovo sulla scacchiera planetaria. Difatti la circumnavigazione dall'Europa all'Asia tramite il canale artificiale di Suez sarà messa in discussione da una nuova, più breve e conveniente rotta che si aprirà nell'estremo nord del Pianeta, nel Mar glaciale Artico. Infatti sarà possibile navigare dai porti del Nord Europa sin a quelli del Pacifico evitando le zone calde ed instabili del Medio Oriente e del Golfo Persico. Insomma un nuovo corso geografico che potrà essere sfruttato nei prossimi decenni a venire anche grazie all'aiuto di sottomarini nucleari usati come rompighiaccio che accelereranno i tempi per il completo scioglimento della gigantesca calotta di ghiaccio che ostruisce il passaggio attraverso lo stretto di Bering. La nuova area vede 9 Stati che affacciano su di essa contendersi quanto più territorio possibile e il maggior attore sarà di sicuro la Russia che rivendica gran parte del terriotrio dell'Artico come suoi confini sovrani, avendo piantato già alcuni anni addietro sotto i fondali dell'Artico una bandiera russa a scopo di dichiarazione di sovranità, che verrà chiesta l'anno prossimo in sede ONU dal Cremlino come riconoscimento ufficiale. Varie controversie hanno visto la Russia disputare coi paesi confinanti come la Norvegia, con la quale solo nel 2010 ha risolto un conflitto che si protaeva da oltre 44 anni per la delimitazione delle acque di appartenenza, un accordo storico che ha suscitato le proteste della NATO verso il suo alleato norvegese, la quale ha ammonito anche la Francia per aver intrapreso trattative con il Cremlino per la vendita di 2 unità Mistral anfibie da combattimento che la Russia vuole dispiegare proprio a difesa dei suoi confini dell'Artico. Diverso invece il discorso con il Canada, che a differenza della Norvegia gioca proprio con la Russia la partita per la rivendicazione della fetta più grande. Non a caso proprio la Russia annuncia due colossali progetti in quell'area, uno è il titanico affare della compagnia statale Rosneft che ha siglato un accordo di cooperazione faraonico con l'americana Exxon, per le trivellazioni della calotta in scioglimento, dal cui maxi affare è stata estromessa la britannica British Petroleum. Difatti le 2 compagnie nei prossimi dieci anni investiranno qualcosa come 500 miliardi di dollari in infrastrutture e personale specializzato per l'estrazione, mentre la Rosneft avrà accesso ad alcuni giacimenti nel Golfo del Messico e del Texas, un successo del premier Putin che mira a riconquistare la poltrona del Cremlino nel marzo 2012 che da anni voleva al suo fianco una compagnia di grossa esperienza nel settore per estrarre in un'area dove i fondi da investire devono essere titanici a causa dell'angusta natura di quell'area del Pianeta. Il secondo faraonico progetto prevede la costruzione di un tunnel sotto i fondali del Mar Glaciale Artico all'altezza dello Stretto di Bering che collegherebbe il circondario autonomo della Chukotka, uno degli 83 soggetti federali della Federazione Russa appartenente al Distretto Federale Estremo Orientale, con l'Alaska, insomma la Russia e gli Stati Uniti verrebbero collegati via terra tramite una rete ferroviaria sottomorina il cui progetto si aggira attorno ai 70 miliardi di dollari e realizzabile in non meno di 10 anni che apporterebbe enormi vantaggi economici alla Russia nel campo dei trasporti commerciali, nonchè renderebbe possibile il sogno di percorrere Londra - New York passando per Mosca via terra, in 14 giorni di viaggio necessari per coprire l'intera distanza. La geografia insomma è destinata a cambiare nei prossimi decenni e a modificare ancora gli equilibri strategici, insomma anche gli ambientalisti sono avvertiti.

 

Emblema della Federazione Russa

L' Aquila Bicipite rappresenta dopo la caduta del comunismo il nuovo simbolo di Stato della Russia. Le due teste sono a simboleggiare i due orizzonti verso i quali la Russia guarda ossia l' Ovest e l' Est, mentre le tre corone stanno a simboleggiare l'amicizia che unisce da secoli i popoli dell'Ucraina. Bielorussia e la Madre Russia. Lo scettro simboleggia che la Russia è uno Stato sovrano mentre la palla sta a indicare la potenza e l'unità e nel centro vi è San Girogio che sta ad indicare che Mosca è il cuore della Russia, il colore argento invece viene visto come simbolo dell'eternità.