UN IRREVERSIBILE E CATASTROFICO SUICIDIO SOCIO-POLITICO CHE IN OCCIDENTE E’ VALSO IL NOBEL ALLA PACE: MIKHAIL SERGEEVIC GORBACIOV E LA PERESTROJKA

In Italia esistono 15 (o forse anche di più - http://freeweb.dnet.it/liberi/min_it/min_it.html  - documentate su questo link ) minoranze etniche riconosciute, sparse su tutto il territorio della Repubblica Italiana, per un totale di circa 2 milioni e 750 mila abitanti di nazionalità non italiana sui 60 milioni totali, senza contare ovviamente gli immigrati (cinesi, russi, asiatici, indiani ecc ecc) con o senza permesso di soggiorno che costituiscono comunque una folta rappresentanza non italiana sul terriotrio dell'Italia. Ebbene vi è una legge in Parlamento che tutela suddette minoranze e ne riconosce la piena autonomia all'interno delle regioni in cui vi abitano, in loro aiuto accorre anche la Costituzione Italiana che riconosce pari dignità a ogni singolo cittadino facente parte dello Stato Italiano dinanzi alla legge, senza distinzioni di credo religioso,politico o morale. Queste minoranze, s'intende ovviamente in senso numerico hanno anche i loro rappresentanti nei consigli comunali nei quali risiedono, nonchè rappresentanti in Parlamento. Possiamo dunque affermare che tali popoli godono di una certa autonomia nel rispetto delle leggi vigenti sul territorio della Repubblica. Quindi un rispetto reciproco nella più assoluta osservanza delle leggi che regolamentano appunto la posizioni di tali minoranze nello Stato in cui vivono e si sono stabilite. Immaginiamo cosa accadrebbe se un giorno in Parlamento venisse approvata una legge che anzichè dell'autonomia, a suddette minoranze verrebbe riconosciuto il diritto all'autodeterminazione e alla autogovernabilità. Assisteremmo a tutta una serie di conflitti interetnici dove tutte le minoranze potrebbero chiedere l'indipendenza dallo Stato Italiano e crearsi degli Stati propri totalmente indipendenti dal centro, che si verrebbero a creare all'interno dello Stato Italiano con proprie leggi e proprio sistema fiscale, finanziario, economico e ovviamente un proprio parlamento e presidente. Assisteremmo a una guerra fraticida tra le varie etnie in guerra e il centro che verrebbe costretto ad arginare i propositi di separatismo per mantenere l'unità nazionale e la sovranità sulle sue regioni. Il tutto diverrebbe un covo per la criminalità organizzata, signori della guerra e della droga che aumenterebbero i propri profitti, la corruzione e quanto altro causerebbe un evento di tale portata. Potremmo dunque tranquillamente affermare che una simile legge se fosse approvata in Parlamento diverrebbe per usare un eufemismo calcistico un clamoroso autogol all'ultimo minuto di una finale dei campionati del mondo. (giusto per fare un esempio prendiamo in considerazione la minoranza degli Occitani, quantificati in circa 180mila soggetti, che vivono tra Cuneo, Torino, Imperia e Cosenza, con una legge del genere sarebbero autorizzati ad riunirsi ad esempio tutti nella provincia di Cuneo e autorizzati a chiedere la separazione dal governo di Roma e creare un fantomatico Stato di Cuneo con proprie leggi e parlamento, il tutto all’interno del territorio sovrano dell’Italia). Sarebbe un clamoroso karakiri, un imperdonabile suicidio politico-sociale. Sarebbe questa una legge che condannerebbe a morte qualsiasi governo nel mondo, perchè lo porterebbe in guerra con le minoranze in esse stabilitesi. Proviamo per un attimo ad immaginare cosa accadrebbe se una simile legge fosse stata approvata in sede del Soviet Supremo dell'URSS, cioè in un'entità statale che deteneva il record mondiale di matrimoni misti e presenza di minoranze etniche su tutto il suo territorio nazionale rispetto alle maggioranze slave (ad esempio in Russia vi sono attualmente 25 regioni, - in totale sono 83 - con minoranze non slave all'interno della Federazione Russa, la più tristemente famosa è purtroppo l'etnia cecena) divisi tra tutte le repubbliche, tanto che l'URSS è stata descritta come il più grande esperimento di ingegneria sociale nella storia dell'umanità. Una legge del genere in URSS sarebbe stata non un semplice autogol ma una catastrofe socio-umanitaria di proporzioni titaniche e catastrofiche che avrebbe avuto gravissimi ripercussioni su tutto l'assetto globale, non solo nei territori dell'ex URSS e la neo-nata Federazione Russa. Una legge questa che avrebbe portato in guerra tutti i popoli dell’URSS quantificati in migliaia, autorizzati a chiedere il distaccamento dal centro, con conseguenze disumane per i popoli stessi, sfruttati e ingannati di potersi creare stati indipendenti all’interno delle ex repubbliche sovietiche, il che avrebbe inevitabilmente causato la reazione del centro per evitare tale disastro sociale, facendo sfociare il tutto in sanguinosi conflitti destinati a mettere in ginocchio definitivamente la seconda superpotenza militare-nucleare e la prima potenza nello spazio, per poter spalancare le porte all’Occidente alle sconfinare risorse di cui dispone la Russia e le sue ex repubbliche. Ebbene fin qui abbiamo parlato al condizionale usando il “se fosse”, “se verrebbe”, purtroppo è stato inutile perché il signor Mikhail Sergeevic Gorbaciov, ultimo segretario del Partito Comunista dell’URSS, ideatore della spregiudicata e mal condotta Perestrojka (ristrutturazione) e Glasnost (trasparenza) riuscì a far approvare questa legge che riconosceva l’autodeterminazione non solo delle repubbliche socialiste ma anche delle regioni autonome incluse nei territori delle singole Repubbliche stesse, il caso più eclatante è stato quella della regione autonoma di Cecenia che fa parte del territorio della Federazione Russa, il cui caso è arrivato ai media di tutto il mondo ma esistono migliaia di conflitti non all’ordine del giorno nei media come quello degli Osseti, Tartari, Abkhazi, Transcarpici, Nagorno-Karabak e tanti altri ancora scaturiti appunto da questa legge fatta approvare al Soviet Supremo nell’aprile del 1990, che sancì definitivamente il crollo dell’URSS dichiarato poi il 1 gennaio 1992. Tale decreto permetteva l’ingresso in Russia di migliaia di organizzazioni pseudo-umanitarie che finanziavano e alimentavano i sanguinosi conflitti e incitavano i popoli non slavi all’indipendenza da Mosca, le cui tragiche conseguenze possiamo solo provare ad immaginarle, ma mai potremo arrivare a comprenderle come chi le ha vissute in prima persona. Questa legge che ha causato centinaia di conflitti nel mondo e nella ex URSS è stata applaudita e descritta in colpevole malafede e a proprio uso e consumo dall’Occidente come apporto di democrazia e libertà per i popoli oppressi dal regime comunista che è valsa al signor Gorbaciov il Nobel alla pace.

 

Emblema della Federazione Russa

L' Aquila Bicipite rappresenta dopo la caduta del comunismo il nuovo simbolo di Stato della Russia. Le due teste sono a simboleggiare i due orizzonti verso i quali la Russia guarda ossia l' Ovest e l' Est, mentre le tre corone stanno a simboleggiare l'amicizia che unisce da secoli i popoli dell'Ucraina. Bielorussia e la Madre Russia. Lo scettro simboleggia che la Russia è uno Stato sovrano mentre la palla sta a indicare la potenza e l'unità e nel centro vi è San Girogio che sta ad indicare che Mosca è il cuore della Russia, il colore argento invece viene visto come simbolo dell'eternità.